Epopea Apollo 10. L'italiano che salvò razzo e missione

Il 20 maggio di cinquant’anni fa la navicella spaziale Charlie Brown, con tre astronauti americani a bordo, era in fase di avvicinamento all’orbita lunare a quasi quattrocentomila chilometri dalla Terra. Aveva il compito di sganciare verso il nostro satellite il modulo Snoopy che scese a poco più di quindici chilometri di distanza dal suolo per la prova generale di quello che sarebbe stato due mesi dopo lo spettacolare sbarco del primo uomo sulla Luna.

Quando a venire dai "paesi di cesso" eravamo noi

Shithole Countries: così il presidente degli Stati Uniti ha definito i paesi di origine dei migranti che non gli piacciono. Preferirebbe i norvegesi agli africani. Il mondo civile ha reagito a questa intollerabile deriva razzista del massimo rappresentante di un paese fatto di migranti. Ma è il caso di ricordare che non è la prima volta nella storia degli USA che si tenta di discriminare i migranti sulla base dei paesi di origine. Più o meno cento anni fa toccò proprio agli italiani, e in particolare a quelli del sud.

New York rende omaggio a Vito Marcantonio, il politico italo-americano ingiustamente dimenticato per oltre 60 anni

NEW YORK – Quando morì per un attacco di cuore sul selciato dalla Broadway davanti alla City Hall, gran parte dell’establishment di New York tirò un sospiro di sollievo: il destino aveva portato via dalla scena della città, a soli cinquantadue anni, un politico “scomodo”: avversato dai partiti tradizionali, dal mondo della finanza, dai grandi giornali, perfino dalla Chiesa, ma amato dal popolo al punto da essere trionfalmente eletto al congresso federale per ben sette mandati.

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