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Rocco Petrone e il bullone lungo mezzo centimetro di troppo

Cape Kennedy, ore cinque del mattino del 16 luglio 1969. Mancano poco più di quattro ore al lancio dell’Apollo 11. Il count-down è nella fase decisiva. Tremila tonnellate di carburante sono già nei capienti serbatoi dei tre stadi del grande razzo Saturn V. Tutto sembra procedere regolarmente. Ma all’improvviso nella grande firing room c’è il panico. Gli addetti al monitoraggio della propulsione avvertono che le immagini trasmesse dai monitor mostrano del fumo bianco inaspettato, una sottile ma pericolosissima perdita di idrogeno liquido sul sistema di alimentazione.

A dieci anni dalla morte di Rocco Petrone, l'uomo della luna quasi dimenticato nella sua terra d'origine

Dieci anni fa, il 24 agosto del 2006, moriva all’età di ottant’anni, nel suo buen retiro di Palos Verdes Estates, in California, Rocco Petrone, l’ingegnere meccanico di origine lucana che ha iscritto il suo nome tra i protagonisti di quella che certamente è una delle più grandi imprese nella storia dell’umanità: il primo sbarco dell’uomo sulla luna.

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