Presto a East Harlem la “Vito Marcantonio Street”

A East Harlem, dove nei primi del novecento nacque la più grande Little Italy degli Stati Uniti, sarà intitolata una strada a Vito Marcantonio, il politico di origine lucana (il nonno emigrò in America da Picerno) rimasto nel cuore della gente per le sue battaglie per i diritti civili e l’integrazione dei migranti e delle minoranze etniche.
L’impegno è stato ribadito dalla speaker del consiglio comunale di New York City, Melissa Mark-Viverito, che ha partecipato sabato 19 settembre al “pellegrinaggio popolare” organizzato dal Vito Marcantonio Forum nel quartiere dove è ancora vivo il ricordo di “Marc” e di un altro grande lucano, Leonard Covello di Avigliano.
I partecipanti alla manifestazione, studiosi, artisti, intellettuali, hanno anche inviato un messaggio al cardinale di New York Timoty Dolan, chiedendo un gesto di riconciliazione 61 anni dopo la decisione del cardinale Spellman di negare i funerali religiosi a Marcantonio per le sue presunte posizioni “comuniste”

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Un pellegrinaggio popolare per ricordare a New York Vito Marcantonio, il politico della gente

Chi capitasse a New York intorno a mezzogiorno di sabato 19 settembre nella zona di East Harlem si imbatterebbe in un gruppo di studiosi, artisti, intellettuali, attivisti politici che hanno organizzato un «pellegrinaggio popolare» per le vie del quartiere. Il piccolo corteo attraverserà le strade che la settimana successiva saranno percorse da Papa Francesco, che ha scelto la scuola cattolica intitolata a Nostra Signora Regina degli Angeli per il suo incontro con i bambini e le famiglie degli immigrati.
Un pellegrinaggio laico per ricordare in quella che è stata la più grande Little Italy d’America (ottantamila italo-americani al censimento del 1930) la figura di un uomo politico di origini lucane, Vito Marcantonio. Un politico rimasto nel cuore della gente ma il cui ricordo è stato per decenni cancellato dalla storiografia ufficiale, e ancora oggi crea un certo imbarazzo in parte della classe dirigente e nella gerarchia cattolica che arrivò a negargli i funerali religiosi a causa delle sue posizioni estremiste e le sue simpatie verso i comunisti. Per porre fine a questo incredibile “vuoto di memoria” è nato qualche anno fa il “Vito Marcantonio Forum”, l’associazione che ha organizzato la manifestazione. Continua a leggere

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La Pasqua a colori nel mondo fantastico di Charles Paterno

Gialli, come il sole a mezzogiorno. Verdi, come un prato in primavera. Rossi, come i papaveri in un campo di grano. Azzurri, come il principe delle favole. Blu, come gli occhi del nonno.
La domenica di Pasqua ne venivano fuori a decine dal pollaio, trasformato in un luogo magico e misterioso, ancora grondanti vernice fresca. Più che spaventati per l’inconsueto trattamento ricevuto, i pulcini sembravano felici di partecipare alla festa. Si agitavano allegramente, scappavano di qua e di là, e lasciavano il segno colorato del loro passaggio dappertutto, per la gioia delle piccole ospiti.
“Benvenute a Windmill Farm, la fattoria delle meraviglie!”. Continua a leggere

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A spasso nella rete alla ricerca di radici lucane

“Olà! seja bem-vindo ao este site”. Marco Tullio Pettinato Pereira ci accoglie con un sorriso dalla home page del sito internet pettinato.info al quale ha deciso di affidare la rivendicazione della sua italianità e la ricerca di notizie sulla sua famiglia.
Di italiano non deve conoscere molte parole, visto che il sito, molto vivace, pieno di foto e di colori, è scritto esclusivamente in portoghese. Ma la colonna musicale è totalmente italiana: brani operistici, arie popolari, musica d’autore, compresa “Mediterraneo”, una delle più belle canzoni di Mango. E le due bandiere incrociate del Brasile e dell’Italia, ben visibili in testa a tutte le sezioni del sito, spiegano più di tante parole lo scopo dell’autore. Continua a leggere

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Il decano dei lucani a Milano. La storia di Giunio Martino, il nipote di Alessandro Volta

Quasi un secolo fa, alla fine degli anni venti, l’ufficio anagrafe di palazzo Marino contava meno di duecento milanesi nati in Basilicata. E tra questi pionieri della grande fuga verso il nord c’era un uomo di grande personalità, certamente il decano dei potentini a Milano, un potentino davvero speciale che ho avuto il privilegio di conoscere poco prima che lasciasse questo mondo.
I miei appunti di cronista mi restituiscono i particolari di un incontro davvero singolare.
È il Febbraio del 2001. Una calda giornata di sole di quelle che non ti aspetti. Giunio Martino, avvocato, classe 1908, mi riceve nella sua bella casa di Corso Venezia, e subito mi sorprende. Continua a leggere

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